Windows-11-Startmenü anpassen: So richtest Du Dein System optimal ein
Das Windows-11-Startmenü lässt sich flexibel nach Deinen Wünschen personalisieren. Du kannst Symbole per Drag-and-Drop verschieben, Ordner erstelle...
Si riferisce alla protezione dei componenti tecnici di un sistema informatico da danni, furti o accessi non autorizzati. Per difendersi efficacemente dai criminali informatici, sia le aziende che gli utenti devono ripensare i propri standard di sicurezza. Una sicurezza informatica completa comprende non solo il software, ma anche l'hardware. Ciò si applica all'intero ciclo di vita, dalla messa in servizio e dalla gestione e manutenzione continua fino allo smaltimento dei dispositivi.
Si tratta di chip speciali presenti sulla scheda madre del computer che memorizzano in modo sicuro le chiavi crittografiche utilizzate per la crittografia e la decrittazione. Secure Boot, a sua volta, è uno standard di sicurezza supportato da UEFI che garantisce che un computer possa avviare solo un sistema operativo attendibile. Il TPM controlla anche quali sistemi operativi vengono avviati dal PC. Ciò impedisce ai boot loader (gestori di avvio) di accedere al computer tramite un sistema operativo dannoso.
Possedere strategia IT Per ottimizzare e semplificare i processi IT, le aziende si affidano spesso alle infrastrutture cloud. Le soluzioni cloud consentono la connessione sicura e senza interruzioni di praticamente tutte le aree IT. Per ridurre al minimo il rischio di attacchi basati sul firmware all'hardware implementato, il concetto di Root of Trust (RoT) ha acquisito particolare importanza. I programmi Root of Trust, come l'Hardware Security Module (HSM), utilizzano tecnologie specializzate di protezione dell'hardware.
Si tratta di dispositivi a prova di manomissione che generano e proteggono le chiavi utilizzate per crittografare e decrittografare i dati aziendali e per creare firme e certificati digitali. Gli HSM non solo proteggono i processi crittografici, ma consentono anche ai sistemi informatici e ai dispositivi mobili in rete di verificare l'autenticità delle informazioni ricevute.
Un'altra soluzione di sicurezza informatica per rendere più difficili gli attacchi informatici è la sicurezza RISC-V. Spesso definito kernel del computer, RISC-V è in realtà un'architettura bus (ISA) che regola l'interazione tra software e CPU e le istruzioni a cui la CPU è autorizzata a rispondere. RISC-V è hardware open source. Ciò significa che gli utenti possono creare ed eseguire implementazioni RISC-V, in genere su Linux, in qualsiasi momento senza bisogno di una licenza o di sostenere costi di licenza. Poiché le licenze sono costose, RISC-V è una soluzione particolarmente adatta per le piccole aziende. L'utilizzo gratuito dell'architettura del set di istruzioni RISC-V, aperta a tutti, aiuta a scoprire le vulnerabilità architetturali nelle applicazioni RISC-V e impedisce che si propaghino ad altri sviluppi di CPU. Questo rende la vita difficile agli hacker.
Joe Pichlmayr, amministratore delegato di Ikarus Security Software GmbH, afferma: "Prevediamo che quest'anno gli attacchi diventeranno ancora più personalizzati. Gli hacker sanno da tempo che gli attacchi mirati offrono un potenziale significativamente maggiore. Le vulnerabilità Spectre e Meltdown, scoperte nei processori Intel, AMD, Apple e ARM, aggirano e disabilitano i metodi di sicurezza e crittografia."
Un utente malintenzionato può sfruttare questa vulnerabilità per accedere a dati sensibili nella memoria del kernel, come password, chiavi di crittografia, e-mail, ecc. Al momento non sono noti casi di abuso da parte di Meltdown o Spectre. Tuttavia, le patch ora disponibili hanno un impatto significativo sulle prestazioni del processore. Sono stati inoltre scoperti di recente due nuovi metodi di attacco: "Zombie Load" e "Store-to-Leak Forwarding". Questi colpiscono quasi tutti i processori attualmente presenti in PC e server. I nuovi metodi di attacco consentono l'accesso diretto a dati o metadati da processi in esecuzione su CPU adiacenti.
IL Nuova direttiva UE sulla sicurezza delle reti e delle informazioni, NIS-2-RStabilisce i criteri per l'identificazione dei gestori di infrastrutture critiche e definisce gli standard minimi per la loro sicurezza delle informazioni. La direttiva non è ancora stata recepita nel diritto nazionale, ma la sua adozione è prevista per il 2025. Un altro standard è l'ISO 27001, che specifica i requisiti che un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (ISM) deve soddisfare.
La certificazione ISO è la più importante certificazione in materia di sicurezza informatica. Comprende un'analisi dettagliata dei rischi, nonché l'implementazione e il monitoraggio continuo dei controlli di sicurezza. Un prerequisito fondamentale è l'identificazione e la gestione efficaci di tutti i rischi associati al trattamento dei dati sensibili.
Le minacce alla sicurezza continueranno a evolversi nei prossimi anni. Per contrastarle con successo, è necessaria una strategia completa che combini funzionalità di sicurezza hardware e software.